Essere felici a Londra

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Tra i vari "metodi per avvicinarsi alla felicità" avevo citato anche il "darsi un obiettivo".... avere qualcosa verso cui focalizzare la nostra attenzione nei momenti meno brillanti può essere una motivazione a superarli più facilmente. La mia "cosa bella a cui puntare" per l'ultimo mesetto è stato un mini-viaggio a Londra: la promessa di una pausa di relax a distrarmi dalla noia del quotidiano. I preparativi, studiare l'itinerario, raccogliere consigli, decidere i dettagli: non dico che la preparazione sia bella quanto il viaggio stesso, ma ci permette di iniziare a sognare con largo anticipo!

Per questa capatina di quasi quattro giorni in terra anglosassone non mi ero data grandi itinerari ferrei, non mi ero messa molti problemi: avevo studiato un paio di percorsi, qualche cosa da vedere, ma senza lo stress del turismo forzato (in effetti non era poi la prima volta che mi trovavo a Londra, un po' di mete "turistiche" le avevo già depennate in passato!). Non era un programma rigido:potevo cambiare idea di minuto in minuto, aggiungere ed eliminare, decidere cosa fare in base al tempo (atmosferico) e alla stanchezza - non era un tour de force ma una vacanza! Avendo poi scelto di partire da sola (ok, mi ero organizzata in maniera tale da cenare con delle amiche due sere, ma per tutto il resto del tempo ero sempre da sola!) era anche un test: com'è viaggiare in solitaria? Una cosa che rifarei?

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Complice un ritardo al check-in in albergo, il primo giorno ho vagabondato di negozio in negozio, in negozio, in negozio... e visto che un girettino di shopping l'avevo messo in conto, perchè non farlo come prima cosa? Inoltre c'è da dire che ho dovuto fiondarmi da Primark per comprare un cardigan più leggero dei maglioni che mi ero portata (la settimana prima nevicava, io mi sono trovata con un caldo che neanche in Italia!), e da lì a visitare anche qualche department store (da Selfridges ho comprato il mio primo rossetto Illamasqua, yay!), qualche drugstore... insomma, momento shopping: fatto! Dopo un passaggio al volo in albergo per lasciar giù le cose, mi sono concessa una cena rilassante in un locale messicano (perché un pub era troppo scontato... no, solo perchè  ci sono passata davanti e mi ispirava!) ed una passeggiata tranquilla di ritorno al mio albergo: servivano le energie per il giorno dopo!

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Il secondo giorno in effetti avevo un piano di battaglia: grazie ad una mia collega che era stata a Londra un paio di settimane prima, avevo scoperto un palazzo dove poter andare a godere di una vista dal 35°piano sulla city: altro che London Eye, questo faceva al caso mio! Tecnicamente si può prenotare, ma io non  avevo fatto in tempo: comunque sono andata al mattino presto e sono salita tranquillamente - non c'è niente da pagare, solo un pochino di coda.  Allo Sky Garden si può semplicemente ammirare la vista, oppure ci sono anche un bar ed un ristorante... ma siccome erano le 10 scarse di mattina mi sono limitata a fotografare il panorama, la terrazza, la serra che si attraversa... e sono scesa di nuovo al livello del suolo  per continuare la mia esplorazione!

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Tornata a terra, ho iniziato la mia passeggiata che alla fine ho mappato su Google Maps -  scoprendo aver camminato per più di 10 km nel corso della giornata! Praticamente il mio obiettivo era fare un giro - dalla Torre di Londra attraverso il Tower Bridge poi risalire verso Westminter attraversando tutta la zona a sud del Tamigi - il Southbank - una zona nuova che io non avevo ancora visto. Mi sono davvero goduta questa lunga camminata - il tempo era meraviglioso, l'atmosfera festosa e rilassante, e si stava incredibilmente bene. Strada facendo mi sono anche imbattuta in un mercato di banchetti di street food etnici: perfetto per pranzo!

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Continuando a risalire il Tamigi ho visto giocolieri, giostre, poeti a noleggio, skate parks, bancarelle di libri, soffiatori di bolle di sapone... c'era di tutto per divertirsi, rilassarsi, godersi una pausa serena anche nel bel mezzo di una giornata metropolitana. Insomma, in pratica ho adorato questa passeggiata e tutta questa zona!

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Quando sono arrivata al London Eye non ero nemmeno invogliata a salirci: la vista dall'alto me l'ero già goduta, e non avevo biglietti da fare o file da sopportare! Ho tirato dritto ben contenta, perchè avevo un'altra meta:

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Cercando su internet avevo scoperto un tunnel completamente dedicato ai graffiti che doveva trovarsi dietro l'angolo, e volevo andare a cercarlo. In effetti è vicinissimo: all'inizio c'è un autolavaggio e ti sembra di entrare nel posto sbagliato poi in realtà è quello giusto -  e ci avrei passato i secoli a fotografare ogni angolo. Tutte le pareti, persino i soffitti, ogni angolo era ricorperto di disegni in mille stili diversi; c'erano anche diversi graffitari al lavoro: un posto in continua evoluzione, insomma.

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A quel punto mi sono unita al flusso dei turisti che attraversavano il ponte per arrivare al Big Ben e a Westminster:

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... e da lì ho continuato a camminare, camminar,e camminare, finchè non mi sono ritrovata quasi in zona del mio albergo - mi son guardata bene dal passarci, perchè a quel punto la stanchezza iniziava a farsi sentire e avrei potuto cedere al fascino del cuscino - ma no! Avevo un appuntamento per cena, per cui ho continuato a camminare (forse fermandomi in qualche negozio a comprare acqua, bibite, acqua, smalti, acqua... ho già detto acqua? Ho speso un capitale per non morire disidratata!) e piano piano mi sono ritrovata di nuovo a S.Paul, e da lì attraverso il Millennium Bridge pronta ad incontrare Alessandra ed il suo fidanzato.

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Dopo la cena messicana di ieri ed  il pranzo egiziano... finalmente cena inglese! Steak&Ale Pie con verdure, patate e gravy... buona! Dopo un po' di chiacchere confesso di aver ceduto alla stanchezza: una nuova passeggiata fino a S.Paul - ma lì ho invocato la mia santa app dei bus londinesi per trovare un mezzo che mi portasse in zona albergo, perchè i 10 e passa chilometri iniziavano a farsi sentire nelle gambe!

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Sabato avevo un'idea vaga di cosa fare, ma di sicuro iniziava con un giro in quel di Camden. Sempre affidandomi agli autobus (perchè chiudersi in metrò se ci si può guardare in giro in autobus?) sono facilmente arrivata in zona, e ho iniziato a girovagare tra mercatini e bancarelle, facciate decorate ed artisti vari.

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Ci credereste che non ho comprato assolutamente nulla? Sarà un po' la sindrome da bagaglio a mano, ma sono stata brava e giudiziosa: è anche vero però che questa scarsa propensione ad ulteriore shopping ha di molto abbreviato il mio giro: mi sono trovata a vagabondare in cerca del prossimo percorso decisamente prima del previsto. In realtà credo sia stato un bene, perchè il percorso successivo mi ha richiesto decisamente più di quanto avessi messo in conto:

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Dal Camden Lock proprio si scende all'inizio del Regent Canal - e a fianco dell'acqua c'è questa passeggiata lunghissima, un marciapiede dove c'è gente che passeggia e che corre mentre nel canale scorrono le barche che portano anche i turisti: è bello, animato ma non caotico, e tra angoli immersi nel verde, ponti e panchine ci si può davvero rilassare camminando.

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Ad un certo punto l'infinita passeggiata attraversa anche un ormeggio di barche tutte decorate, con dei micro-giardini al di là del marciapiede spesso attrezzati con tavolini e sedie a formare delle micro-zone relax decorate.  Alla fine, dopo un percorso che ha iniziato a sembrarmi infinito, sono arrivata a Little Venice e lì mi sono arresa: ho cercato di orientarmi (ho dovuto chiedere indicazioni ad uno spazzino che passava perchè non riuscivo a capire la direzione giusta!) e mi sono incamminata fino a trovare l'ingresso di Hyde Park.

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Quando ero stata a Londra l'ultima volta ero rimasta forse molto più colpita dai parchi della città perchè all'epoca dietro casa mia ancora non era così ben formato e strutturato il Parco Nord Milano - una superficie gigantesca che non ho ancora pienamente finito di esplorare. Sarà per questo che a questo giro non sono rimata così tanto colpita - belli sì, eh... ma non ho detto "se solo noi avessimo qualcosa di simile!" perchè tutto sommato ce l'abbiamo. Obbligatorio comunque il passaggio dalla statua di Peter Pan, e lo sguardo attonito davanti ai bambini in costume a sguazzare nelle fontane del memoriale della principessa Diana... okay che era caldo, ma non così tanto!! Attraversato il parco mi sono concessa il pranzo (orientale) e un giretto da Harrods - che non mi ha poi detto un granchè ma serviva per ammazzare un pochino di tempo prima di tornare a Holborn per incontrare un'altra amica.

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Covent Garden è una di quelle immagini che mi si erano stampate nella memoria dalla mia prima visita ai tempi del liceo - nello specifico la scena in cui noi italiani rabbrividivamo di fronte ai panini formaggio&margarina dei nostri packed lunch e ci scambiavamo dolcetti di contrabbando per mettere a tacere gli stomaci infelici appoggiati alla ringhiera che dà sulla corte inferiore -  e devo dire che ritrovarlo esattamente come lo ricordavo fa un certo effetto. Con Federica poi, dopo una patata al forno deliziosa condita con quintali di bacon e formaggio - siamo andate un po' in giro tra quartiere cinese, Piccadilly, Leicester Square...

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Avevo per un attimo considerato di passare la serata al cinema, ma avevo mancato l'inizio della prima proiezione, e mancava troppo alla successiva: ottimo motivo per tornare verso l'hotel, passando da Superdrug per comprare ancora un po' d'acqua aromatizzata al lampone. Ehi, ho detto che continuavo ad avere sete! Il giorno dopo era già il giorno della ripartenza: ottimo motivo per giocare a tetris con la valigia (sarà vero che arrotolando i vestiti occupano meno che piegandoli in maniera tradizionale?).

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Domenica mattina ho fatto qualcosa di forse ancora meno turistico del solito: sono andara a visitare un mercato dei fiori, per perdermi tra colori e profumi. Non era in una zona bella e centrale (il mio albergo sarà stato un buco, ma almeno aveva un'ottima posizione - praticamente all'angolo di New Oxford Street) ma è anche interessante uscire dalle zone super turistiche esplorando anche zone più periferiche, e più normali. Perchè diciamolo: tutte le città hanno delle zone un po' meno belle, ed anche queste possono riflettere lo spirito della metropoli. Per cui ci sta anche di uscire un po' dal seminato, e calarsi in una realtà più semplice e quotidiana.

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Crddo di aver fatto milioni di foto ai fiori, perchè c'erano dei banchetti meravigliosi straripanti di colori; esauriti i banchetti, sono riuscita a infilare una nuova, lunga camminata fino alla metrò più vicina (ebbene sì: anche oggi alla fine un metrò l'ho preso) che mi ha portato fino a Victoria Station. Ero parecchio in anticipo per l'orario in cui avevo immaginato di prendere il Gatwick Express, ma ero anche esausta. Ho optato per il pranzo, pensando poi magari di andare a sdraiarmi un po' in Green Park... ma alla fine ha vinto una poltroncina di Starbucks accompagnata da un libro. Poi treno, aeroporto, cena, aereo... e la vacanza in solitaria è già finita!

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Qui  ho messo qualche foto perché ne ho fatte (il conto di facebook mi dice) più di 400... Se volete vederle tutte, sono in questo e questo album, oppure ne ho fatta una piccola selezione in questo  slideshow in video su Youtube:

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